Riscaldamento, la salvezza si chiama pompa di calore: quanto si risparmia

Le alternative al gas per riscaldarsi e risparmiare ci sono. Quali sono? La pompa di calore e stufe a biomassa (tra cui il famoso pellet). E arrivano pure delle belle detrazioni…

Riscaldare la casa spendendo meno, ma come?  E’ davvero possibile farlo? In questo momento se lo stanno chiedendo gli italiani, fortemente spaventati dai vari rincari che stanno letteralmente mettendo in ginocchio anche il nostro Paese. Ecco le possibili soluzioni...

risparmio calore
pompa di calore – fianzarapisarda.com

La prima proposta per risparmiare

C’è una misura a costo zero che molti possono attuare per limitare i danni del caro gas. Quale? Beh,  accendere i condizionatori già installati a casa, gli stessi che usiamo d’estate per rinfrescarci, ma azionando questa volta la funzione “inverno”, per generare della splendida  aria calda. Se questa azione consente di evitare del tutto di accendere i riscaldamenti,  si potranno risparmiare in media- dati alla mano-  nella stagione invernale ben  197 euro.  E questi calcoli  li ha fatti l’Enea,  ovvero l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, con una simulazione basata sui prezzi attuali, e considerando un tempo di accensione pari a quello dei caloriferi tradizionali.

Le pompe di calore

Riscaldare  casa con le pompe di calore non è solo un’alternativa low cost al riscaldamento, ma può anche avere vantaggi- a onor del vero-  in termini di comfort. Inoltre non è necessario, per raggiungere la temperatura ideale nella nostra casa, accendere molto tempo prima dal momento che l’aria calda permette di riscaldare in poco tempo i vari ambienti. Ma c’è anche da dire che- come si sa- l’aria calda tende a salire, ergo si rischia che alcuni spazia siano più caldi di altri. Come fare per evirarlo? Semplice! Basterà direzionare le alette dell’aria verso il basso. Facile, no?

Inoltre possiamo anche pensare di sostituire il vecchio impianto di riscaldamento con caldaia, con uno con pompa di calore ad aria/acqua. Questo è   un sistema che fa sì che il calore prodotto venga usato appunto per scaldare l’acqua dei radiatori. In questo modo l’effetto è lo stesso di quello prodotto dalle caldaie a metano.  Ma qui entrano in gioco gli ecobonus che possono garantirci una bella detrazione fiscale del 65%!

Sì al pellet e alle caldaie a biomasse 

Un’altra soluzione alternativa  e decisamente assai valida al riscaldamento sono le stufe a biomasse, di cui fanno parte anche le conosciutissime stufe a pellet, sebbene anche quest’ultimo abbia subito un bel rincaro ma in ogni caso risulta ben più economico del classico riscaldamento

Le caldaie a biomasse hanno prezzi variabili,. Partiamo da un modello “casalingo” che  può costare dai 2.500 euro in su, a seconda della tipologia e delle dimensioni, ma esistono incentivi statali anche per questi apparecchi. L’ecobonus prevede in questo caso una detrazione del 50% su un massimo di 30.000 euro. E per ottenerla non c’è bisogno di sostituire l’esistente, basta anche il solo acquisto di un nuova stufa che abbia determinati requisiti di efficienza. Per poterla installare è necessario avere però un camino o una canna fumaria, e un posto asciutto dove conservare i combustibili.

Esiste- inoltre-  anche un’altra interessante  agevolazione per chi acquista stufe a biomasse, ma fate attenzione dal momento che  riguarda esclusivamente  solo chi è disposto a rottamare un vecchio impianto. In questo caso c’è -infatti- la possibilità di accedere al Conto termico, l’incetivo del Gse, che altro non è che  il Gestore dei servizi elettrici nazionale.  Una volta fatto l’acquisto, e presentata perbene la certificazione necessaria, si può ottenere un contributo in denaro pari al 65% della spesa, che viene erogato nel giro di  un paio di mesi. L’importo viene accreditato in una sola rata, se fino a 5.000 euro, altrimenti sarà frazionato in più round. Tutto chiaro?

la pompa di calore come valida alternativa al gas
caminetto come alternativa ma non possibile ovunque Finanza Rapisarda

Attenzione ai divieti!

In molti,  a quanto pare, quest’inverno hanno tutta quanta  intenzione di limitare l’uso della caldaia a metano accendendo il camino di casa e/o la vecchia stufa a legna. Ma occhio dal momento che alcuni territori ne vietano l’utilizzo o fissano dei paletti per questioni meramente ambientali.

La Lombardia, per esempio, vieta già dal 2020 l’utilizzo di generatori di calore a biomassa legnosa -in pratica stufe e camini- che non abbiano determinati requisiti di efficienza . Dunque sono vietatissimi gli impianti a 1 o 2 stelle e  di conseguenza anche i camini casalinghi tradizionali .

In Emilia-Romagna lo stesso identico  divieto interessa  gli impianti di classe 1 e 2 stelle, ma solo laddove sia presente un impianto alternativo di riscaldamento, e soltanto nei comuni dove sono stati superati i limiti per la qualità dell’aria, e che si trovano sotto i 300 metri di altitudine