Restyling in vista per quanto riguarda l’Assegno Unico: sono buone notizie

L’ipotesi nel suo complesso punterebbe a depotenziare l’indicatore come parametro per la quantificazione dell’assegno. Ma che cosa vorrebbe dire in poche parole tutto questo? Quali cambiamenti sostanziali comporterebbe?

La ministra Roccella lo ha annunciato qualche giorno:  l’assegno unico andrà riformato nell’ottica di premiare- e pure giustamente annunciamo noi-  le famiglie più numerose che sono oggi sempre più in grande difficoltà e non sanno sovente come arrivare a fine mese.

Assegno Unico INPS Finanza Rapisarda

Nel mirino l’ ISEE

Secondo la titolare del ministero della Famiglia, natalità e pari opportunità, è il meccanismo alla base dell’assegno a non funzionare, dunque a fare- come si suol dire- ” acqua da tutti i ponti” sarebbe l’ ISEE. Dunque, come risolvere ora come ora questa assai spinosa faccenda? Si sta pensando di  depotenziare l’ISEE come parametro per la quantificazione dell’assegno. Da che cosa potrebbe essere rimpiazzato? Dal  quoziente familiare, che altro non è che  il rapporto tra reddito e componenti del nucleo.

Le famiglie chiedono aiuto

 Tra l’alto il punto  del sostegno alle famiglie è stato un cavallo di battaglia anche della premier Giorgia Meloni che nel programma di Governo lo aveva  pure ben indicato tra gli interventi con corsia largamente  preferenziale. E come la mettiamo la questione-altrettanto importante- degli assegni decurtati ai vedovi per i figli? Ci sono novità sostanziali in merito? Ora come ora ma – a quanto pare- ci potranno essere ben presto. Non per nulla  fonti del ministero del Lavoro rassicurano: “Interverremo presto per porre rimedio a queste situazioni”. Ma veniamo all’ assegno unico che sta tanto a cuore alle famiglie italiane, sempre più provate dai continui rincari in ogni settore.

Chi ne ha il beneficio

Entrato in azione a marzo di quest’anno, l’assegno unico universale (Auu) ha assorbito altri istituti come il Bonus nascita, l’assegno di natalità, l’assegno temporaneo e  PURE  quello destinato ai nuclei con almeno tre figli. Chi ne ha beneficiato?  I nuclei familiari con figli minorenni a carico dal 7 mese di gravidanza ai 21 anni se studenti o senza lavoro, oltre che figli disabili senza limiti di età.

Ma come funziona la domanda e come viene dato l’aiuto?

La misura è su domanda e viene corrisposta tramite bonifico bancario direttamente dall’Inps sui conti correnti delle famiglie. Viene poi  calcolata sulla base dell’ISEE, mentre per i soggetti che percepiscono il Reddito di cittadinanza, che almeno per il momento è ancora in vigore,  viene stabilita in automatico e corrisposta contestualmente.   Ma quali sono state le zone più attive in tale direzione?

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La Regione più attiva

Nei primi nove mesi del 2022 sono pervenute ben  5.982.892 di domande di Auu, riferite a 9.176.144 figli per un totale di 8,9 miliardi di euro. Con riferimento al mese di settembre, il 47% dei figli raggiunti dalla misura si concentrano al Nord con importi medi più modesti avendo livelli di ISEE più elevato, mentre al Sud vi è una effettiva  minore consistenza di beneficiari (34%) con importi medi mensili mediamente più alti determinati da ISEE più bassi. Ma veniamo ora a parlare di cifre…

L’importo medio per figlio calcolato sul lungo periodo (marzo-ottobre) è pari a 145-146 euro a minore, mentre l’importo medio per richiedente varia dai 232 ai 234 euro. Nel mese di settembre la quota più alta di percettori di assegno unico apparteneva alla fascia di reddito più bassa mentre , quella al di sotto della classe 15mila euro di Isee. In poche parole si  si è trattato di 3.899.161 tra bambini e ragazzi con un importo medio ad assegno di 195 euro.

Volete sapere  ora quale sia stata la Regione più attiva nel nostro Paese?

Tra i mesi di marzo e settembre è stata la  Lombardia, con 932.349 domande corrispondenti a più di 1,5 milioni di minori.