Pensioni della generazione X: le stime dell’Inps parlano chiaro

L’Inps esordisce con una stima delle pensioni della generazione che va dagli anni 1965 al 1980.

Il rapporto dell’istituto Inps chiarisce il futuro dei lavoratori della generazione X.

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Novità sul fronte pensioni – finanzarapisarda.com

Le pensioni sono tra gli argomenti maggiormente discussi in sede parlamentare. Questo perché a causa delle problematiche economiche del nostro paese, ci si presta massima attenzione per cercare di venire incontro ai cittadini italiani. Purtroppo la legge italiana, possono accedere alla pensione solo chi ha raggiunto 67 anni di età e con almeno 20 anni di contribuzione. La legge prevede anche alcuni casi particolari in cui, il soggetto debba andare prima in pensione (pensione anticipata) e si parla di 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva per le lavoratrici di sesso femminile, al contrario, per gli uomini sono previsti 42 anni e 10 mesi.

Le stime dell’Inps

Come affermato nel paragrafo precedente, gli anni in cui un soggetto arriva alla pensione di vecchiaia non sono pochi. Nelle stime dell’Inps, che ha preso come soggetto chi è nato tra il 1965 e 1980, si afferma che chi nasce nel 1980 dovrà lavorare tre anni in più di quelli nati nel 1964. Si parla dunque di ben tre anni di contributi lavorativi in più con un problema ben evidente: guadagnare la stessa somma che percepisce chi è nato prima. In realtà la situazione potrebbe migliorare se venisse introdotto il salario minimo da 9 euro ad ora. Infatti, a 65 anni di contributi con un salario minimo il lavoratore potrebbe guadagnare circa 750 euro al mese.

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Le pensioni della generazione X – finanzarapisarda.com

Il paradosso della generazione X

In molti si staranno chiedendo, come mai coloro che sono nati nel pieno boom economico dell’Italia si ritroveranno ad avere pensioni più basse? Si parla di un vero e proprio “dramma delle pensioni”. In che modo l’Inps ha potuto effettuare tali stime? Per calcolare una pensione di 750 euro al mese ha preso in esame 30 anni di contributi versati, salario di 9 euro all’ora, pensionamento a 65 anni di età. Tutti questi dati, si stima, che possano confermare il conteggio dell’Inps per un gran numero di persone.