Su quali Buoni fruttiferi postali investire dopo modifiche tipologie? I pro e i contro

Da sempre molto apprezzati dai risparmiatori italiani, i Buoni fruttiferi postali rappresentano una interessante opzione di investimento nel 2022-2023. Ma- a quanto pare- esisterebbero non solo aspetti positivi… I pro e i contro.

I Buoni fruttiferi postali continuano a rappresentare una interessante opportunità di investimento per i risparmiatori italiani nel 2022-2023. La scelta è tra la forma cartacea di emissione dei buoni oppure quella dei Buoni dematerializzati. Vediamo le differenze…

come investire i buoni fruttiferi postali?
Buoni fruttiferi Finanza Rapisarda

I Buoni Fruttiferi Postali, garantiti dallo Stato

L’acquisto dei famosi Buoni  è possibile effettuarlo  negli uffici postali e, per i soli Buoni dematerializzati, anche i canali online ovvero il sito poste.it e l’app BancoPosta. Facciamo allora il punto della situazione in seguito alle recenti modifiche che è assolutamente bene conoscere. Cominciamo con il dire e con il sottolineare e pure assai chiaramente, che i Buoni Fruttiferi Postali sono garantiti dallo Stato e di conseguenza per chi è alla ricerca di un rendimento sicuro, si tratta di una soluzione assai  interessante. Ok,  ma quale scegliere anche in base ai rendimenti oggi proposti?

I primi da conoscere

Analizziamo in primis il Buono 3 anni Plus, per chi vuole investire a 3 anni e  contare su rendimenti fissi e avere la flessibilità di rimborso quando si vuole, entro il termine di prescrizione, con rendimenti a rendimento annuo lordo a scadenza pari all’1,00%.

E che dire del Buono 3×2? Ottimo  per chi vuole investire fino a 6 anni e  contare su rendimenti fissi crescenti e avere la flessibilità di rimborsarlo anche dopo 3 anni con il riconoscimento degli interessi maturati, entro il termine di prescrizione, con rendimento annuo lordo a scadenza del 2,00%.

Il Buono 4×4  è ok per chi vuole investire fino a 16 anni  e  contare su rendimenti fissi crescenti e avere la flessibilità di rimborsarlo in qualsiasi momento entro il termine di prescrizione e, dopo 4, 8 e 12 anni, anche con il riconoscimento degli interessi maturati, con rendimenti a rendimento annuo lordo a scadenza pari al 3,00%.

Poi c’è pure  il Buono Ordinario per chi vuole investire fino a 20 anni senza rinunciare alla flessibilità del rimborso in qualsiasi momento, entro il termine di prescrizione, e  contare su rendimenti fissi crescenti . Inoltre può avere interessi riconosciuti dopo 1 anno dalla sottoscrizione e successivamente ogni bimestre, corrisposti al rimborso del Buono, con rendimento annuo lordo a scadenza del 2,00%.

Si pensa anche ai più piccoli

Il Buono 4 anni risparmiosemplice ha una durata, come è assai facile comprendere fin dal nome,  di 4 anni, con la flessibilità di rimborsalo in qualsiasi momento entro il termine di prescrizione. Ma attenzione! Esso è fattibole sottoscriverlo solo in caso di attivazione di un Piano di risparmio risparmiosemplice, ed è possibile ottenere un rendimento premiale a scadenza dell’1,50% annuo lordo, al raggiungimento di minimo 24 sottoscrizioni periodiche nel Piano, con rendimento annuo lordo standard a scadenza dell’1,00%.

Infine ecco , il Buono dedicato ai minori, in cui  gli interessi maturano con loro, fino alla maggiore età. E’ sottoscrivibile da un genitore o un parente e ha  un rendimento annuo lordo fino a 3,50%.

Ma analizziamo ora i pro e i contro dei Buoni Fruttiferi Postali...

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Buoni fruttiferi Finanza Rapisarda

I pro e i contro

Tra i vari  pro dei Buoni fruttiferi postali c’è l’assenza di costi di sottoscrizione e rimborso, salvo gli oneri fiscali. Allo stesso tempo, presentano il ghiotto vantaggio di una tassazione agevolata al 12,50% e sono esenti da imposta di successione. Il risparmiatore può -quindi- richiedere in qualsiasi momento il rimborso del capitale investito entro il termine di prescrizione.

E i contro quali sono? Beh, diciamo che rispondono meno prontamente alle sollecitazioni positive del mercato, come il recente aumento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea. E poi dobbiamo anche ammettere in totale sincerità che sono ben  più limitati rispetto ad altri strumenti finanziari.