I Bonus bollette e benzina viaggiano a braccetto: aspettatevi fino a 800 euro

Buone notizie per i lavoratori dipendenti: il bonus bollette di 600 euro e il bonus benzina di 200 euro sono tra loro compatibili e si potranno ottenere entrambi! Risultato? Fino a 800 euro in più in busta paga. Ma vediamo ora di scoprirne di più…

Gli italiani possono ora tirare un bel sospiro di sollievo, ma come ottenere i famosi bonus? Tutte le info!

Bonus bollette Finanza Rapisarda

Bonus in arrivo : gli italiani esultano!

I lavoratori dipendenti posso gioire, e pure assai, dal momento che è arrivata la conferma che il bonus bollette e il bonus benzina sono cumulabili e porteranno aumenti che toccheranno- udite udite-  gli 800 euro. La notizia è stata data in questi giorni dall’Agenzia delle Entrate che ha voluto chiarire- come si deve al fine di non creare fastidiosi fraintendimenti-  alcuni punti sui bonus introdotti per i lavoratori dipendenti che dovranno essere corrisposti direttamente in busta paga.

Lo scopo di ambedue i sostegni, l’uno di 600 euro e l’altro di 200 euro, è quello di cercare  aiutare concretamente  i cittadini ad affrontare il periodo assai  complicato che stanno vivendo, fortemente  contraddistinto dall’aumento dei prezzi di beni e servizi e dalla crisi energetica, che ha portato le bollette di luce e gas a livelli mai raggiunti prima, facendo letteralmente rizzare i capelli in testa agli italiani!

Stop alla pressione fiscale

Occorre  più che mai cercare di  ridurre la pressione fiscale sugli stessi lavoratori dipendenti, in particolare in relazione al cuneo fiscale che- ricordiamo-  altro non è che  la differenza tra l’importo lordo , che comprende anche tutte le imposte Irpef e i contributi Inps che sono sostenuti dalla stessa impresa,  e l’importo netto che lo stesso dipendente riceve in busta paga dal proprio datore di lavoro.  E che dire ora sulla compatibilità e cumulabilità dei due sostegni, il bonus bollette di 600 euro e il bonus benzina di 200 euro? In base a ciò  si è espressa la stessa Agenzia delle Entrate, con la circolare 35/E dello scorso venerdì 4 novembre 2022.

Cosa dice l’Agenzia delle Entrate

Nello specifico, nel documento  ha puntualizzato due aspetti fondamentali sui “nuovi” sostegni in busta paga: l’innalzamento dell’importo del bonus bollette da 258,23 euro a 600 euro, la coesistenza di due misure differenti tra loro, ma complementari, la compatibilità del bonus bollette e del bonus benzina e  il limite massimo di cumulabilità dei due differenti sostegni. In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che quanto era previsto dall’art. 51 comma 3 del TUIR,  quindi  l’importo massimo erogabile per il cosiddetto bonus bollette, è passato da 258,23 euro a 600 euro e potrà essere utilizzato – per l’ appunto – per rimborsare il lavoratore dipendente per i costi sostenuti per pagare le spese del gas e dell’energia elettrica.

In  poche parole,  quando sentiamo parlare del bonus bollette del valore di 600 euro che può essere- ma non è obbligatorio che lo sia-  corrisposto ai lavoratori dipendenti, occorre ricordare che è un sussidio economico in termini di fringe benefit che sostituisce nella sua interezza il vecchio limite dei 258,23 euro.

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Titolo 4

È importantissimo evidenziare nuovamente – onde evitare fraintendimenti- che l’importo massimo esente da tassazione per il bonus bollette è pari a 600 euro. Che cosa significa? Vi faremo ora un bel esempio in tale direzione, ok?

Quando il datore di lavoro eroga il bonus bollette in busta paga con il suo valore massimo di 600 euro, il lavoratore dipendente percepisce tutti i 600 euro, senza che si debbano pagare tasse sugli stessi. mentre  quando il datore di lavoro, invece, corrisponde al lavoratore dipendente un importo più alto, come 700 euro, l’intera somma erogata in busta paga viene tassata, dunque, non solo la parte eccedente i 600 euro , che in questo caso è pari a 100 euro. In questo modo il dipendente percepisce circa la metà dell’importo fissato.

Concludiamo sottolineando che per ottenere ambedue i sostegni in busta paga i lavoratori non dovranno presentare alcuna domanda, ma che  gli importi potranno essere corrisposti,  e non è quindi detto che lo siano, dal datore di lavoro che è libero di scegliere se darli o no.