La banca ti chiude il conto, e non ti avvisa nemmeno: tutto (purtroppo) vero

Le banche possono decidere unilateralmente di chiudere i conti correnti oggetto di indagine se vi è un livello di rischio di credito troppo elevato. È una delle risposte di Alessio Mattia Villarosa, sottosegretario del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le banche possono decidere unilateralmente di chiudere i conti correnti oggetto di indagine da parte della Guardia di finanza o da parte della magistratura su reati finanziari, se vi è un livello di rischio di credito troppo elevato. Lo sapevate? No? Beh, ora vi spieghiamo noi come funziona ” il tutto”…

Chiusura conto corrente Finanza Rapisarda

Se la banca chiude il conto

È una delle risposte di Alessio Mattia Villarosa, sottosegretario del ministero dell’economia e delle finanze, alle interrogazioni  in Commissione finanze del Senato, poste al Governo, da parte del senatore Armando Siri sulla prassi bancaria di chiusura dei conti correnti oggetto di indagini e sulle limitazioni ai versamenti in contanti sul proprio conto corrente bancario. Ai sensi dell’art. 1845 del c.c., riguardante il recesso dal contratto, “Salvo patto contrario, la banca non può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se non per giusta causa”. Ma se essa c’è, sono davvero cavoli amari!

Preavviso o no?

Il recesso sospende immediatamente l’utilizzazione del credito, ma la banca deve  sempre e comunque concedere un termine di almeno quindici giorni per la restituzione delle somme utilizzate e dei relativi accessori! Ciò tenetelo sempre a mente. Inoltre ci fa sapere il ministro, ” Se l’apertura di credito è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto, mediante preavviso nel termine stabilito dal contratto, dagli usi o, in mancanza, in quello di quindici giorni”. La disciplina va anche  integrata con le disposizioni del dlgs. n. 206/2005 (c.d. Codice del consumo), che, all’art. 33, co. 3, lett. a) prevede che: “se il contratto abbia ad oggetto la prestazione di servizi finanziari a tempo indeterminato, il professionista può recedere dal contratto, qualora vi sia un giustificato motivo, senza preavviso, dandone immediata comunicazione al consumatore”.

La Banca agisce nella legalità

Pertanto, si intuisce che nel caso in cui un intermediario venga a conoscenza dell’esistenza di procedimenti penali a carico del cliente, cui sia associato un livello di rischio troppo elevato per essere gestito con misure di adeguata verifica rafforzata di cui alle disposizioni della Banca d’Italia in materia di adeguata verifica della clientela, rientrerebbe- a onor del vero-  nell’autonomia negoziale di ciascun intermediario decidere di recedere dal contratto, in coerenza con l’obbligo di adeguare le misure adottate al rischio concretamente rilevato. Ergo, se capita a un consumatore lui non può fare altro che prenderne atto!

Chiusura conto corrente Finanza Rapisarda

Le limitazioni

Riguardo alle limitazioni ai versamenti in contanti sul proprio conto corrente bancario, secondo la Banca d’Italia, il rifiuto da parte di diverse banche di prendere versamenti in contanti da parte degli utenti, non discende- come molti ancora erroneamente credono-  dalle limitazioni all’operatività in contanti previste dalla normativa antiriciclaggio, poiché tali limiti non si applicano- a onor del vero-  ai trasferimenti che avvengono attraverso intermediari finanziari.

Inoltre in caso di frequenti e ingiustificate operazioni in contanti gli intermediari devono-per forza di cose- condurre specifici approfondimenti, anche con il cliente, per verificare come si deve e in profondità  le ragioni alla base dell’operazioni.