Salute, esami e controlli negati: con la nuova stretta non c’è più speranza | Preparati a sborsare un mare di soldi

Coda all'ospedale
Esami e controlli negati – Depositphotos – www.FinanzaRapisarda.com

Il servizio sanitario nazionale è al collasso, sembra che non ci sia rimedio per le lunghissime liste d’attesa.

Una volta l’Italia era un’eccellenza sanitaria, ma in un arco temporale di vent’anni tutto è franato inesorabilmente sotto la falce dei tagli.

Oggi ci sono troppe prescrizioni di visite ed esami non necessari, che intasano il sistema e allungano la coda degli italiani che aspettano di curarsi.

Bisogna impegnarsi a smantellare le infinite liste d’attesa con tempistiche troppo lunghe, che come ha appena certificato l’Istat sono il motivo principale per il quale 3 milioni di italiani rinunciano a curarsi.

Il Governo ha deciso che punterà non solo ad aumentare l’offerta di prestazioni sanitarie, ma che cercherà di  intervenire anche sull’eccesso di prescrizioni mediche inutili.

Come desidera agire il Governo

Secondo il ministro della salute Schillaci ci sono troppe ricette dei medici di famiglia, ma anche di medici specialisti per prestazioni spesso non necessarie e che rappresentano uno spreco di denaro pubblico ingente fino a 10 miliardi di euro l’anno. Queste iper prescrizioni sono alla base delle medicina difensiva, ossia la paura di ricevere lamentele o querela da parte dei pazienti che conduce i medici a prescrivere esami anche quando palesemente non sono sensati, solo per avere le spalle parate davanti ad una ipotetica denuncia.

Al momento non si sta pensando a “sanzioni” ad hoc, anche se già in passato non sono mancate condanne per danno erariale della Corte dei conti per i medici iper-prescrittori. Ai tempi anche questa soluzione fu controproducente, perché si creò una sorta di gelo nel rapporto medico paziente, dato che i dottori per paura di sembrare iper prescrittori hanno avuto condotte manchevoli anche quando gli esami erano necessari.

Sanità pubblica
La sanità deve essere accessibile a tutti – Depositphotos – www.FinanzaRapisarda.com

La soluzione per rendere le attese sanitarie più snelle

La soluzione più opportuna pare essere una valutazione di appropriatezza prescrittiva, in questo modo per il medico sarà vincolante indicare nella ricetta il quesito diagnostico legato alla prestazione, perché così sarà possibile tracciare tutte le prestazioni per aree diagnostiche grazie all’ampia disponibilità dei dati raccolti.

In base al bacino di pazienti di ogni medico, si calcoleranno le ricette potenzialmente attese e, nel caso di superamento di questo “tetto” di prescrizioni, si potrà intervenire in una determinata area raggiungendo anche il singolo medico per capire le ragioni delle troppe ricette e rimettendo così in linea i gruppi di dottori che prescrivono in modo anomalo.