Processo tributario, cambia tutto: occhio a queste modifiche | Stravolgono la situazione

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Il cambiamento del processo tributario mira a velocizzare i tempi: ecco cosa verrà modificato e come.

Di recente è stata approvata la riforma del processo tributario che ha apportato tante novità che riguardano la sostituzione degli organi principali che entrano in gioco.

La Commissione tributaria provinciale di primo grado è stata sostituita con la Corte di giustizia tributaria di primo grado, mentre la Commissione tributaria regionale di secondo grado è stata sostituita dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado.

Presso la Corte di Cassazione è stata istituita una Sezione civile che si occuperà di tratta le controversie che riguardano proprio la materia tributaria.

I tre gradi di giudizio saranno valutati da giudici molto specifici, esperti di questo settore del diritto molto delicato poiché una delle parti in causa è un Ente pubblico.

Il nuovo ruolo dei giudici tributari: si riducono i tempi dei processi

Con la riforma del sistema tributario, viene istituito il ruolo autonomo di giudici tributari. Il 30% dei posti disponibili sono riservati a giudici tributari ordinari iscritti nel ruolo speciale del 2011 alla data del primo gennaio 2022, ma presto saranno avviati anche i concorsi specifici aperti a laureati in facoltà giuridiche, laureati in Scienze dell’economia (classe LM-56) o in Scienze economico – aziendale (classe LM-77). La legge di riforma ha anche introdotto l’obbligo per l’Ufficio fiscale di provare nel corso del processo le violazioni contestate con l’onere della prova senza inversione a danno del contribuente.

A partire dal 1° luglio 2023, non si procederà più con il giudice collegiale nel caso in cui la lite abbia valore inferiore a 5.000 euro, ma con il giudice monocratico. Per avvalersi della facoltà di stare in giudizio da soli, quindi senza l’assistenza di un legale, è previsto un limite di 3.000 euro. Novità che riguardano la volontà di ridurre i costi dei processi e i tempi degli stessi.

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Cause di poco valore: come funzionano le udienze a distanza

Dal 1° settembre 2023 le cause di poco valore saranno trattate esclusivamente a distanza. Si può richiedere inizialmente la trattazione non a distanza, ma bisogna indicare le ragioni che richiedono la trattazione in sede fisica. La trattazione a distanza prevede un collegamento audiovisivo contestuale tra il giudice e l’ufficio del difensore. Deve essere chiaro il collegamento audio per evitare incomprensioni.

Per gli altri tipi di causa sarà possibile richiedere l’udienza a distanza, ma solo al verificarsi di determinate condizioni: la domanda, ad esempio, deve essere formulata da tutte le parti costituite nel processo e la richiesta deve essere presentata almeno 20 giorni prima delle trattazione nel primo atto difensivo, nel ricorso o con separata istanza.