Economia e Finanza

Investitori italiani in pericolo: tutta colpa della banca svizzera | 16 miliardi di dollari

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Una perdita di ben 16 miliardi di dollari quella subita da Credit Suisse che potrà recuperare, secondo la stima di Zurigo, solamente azzerando gli Additional Tier 1 della banca svizzera.

Una mossa davvero imprevedibile quella che si è sviluppata negli ultimi giorni a Zurigo, una mossa disperata, probabilmente l’ultima che potrà realmente salvare la Credit Suisse.

Si tratta di una decisione improvvisa quella di azzerare gli Additional Tier 1, ovvero recuperare la perdita direttamente dai bond che non verranno dunque rinnovati.

Questa mossa potrebbe significare una disastrosa perdita per tutti coloro che hanno investito nella banca e che ora potrebbero vedere volatilizzati i loro investimenti.

Ma dunque come si può risolvere questa situazione cosi catastrofica? Le parole della Presidente della BCE Christine Lagarde sembrano riportare un minimo di speranza: “Accolgo con favore l’azione rapida e le decisioni prese dalle autorità svizzere. Queste azioni sono strumentali per ripristinare condizioni di mercato ordinarie e garantire la stabilità finanziaria.”

Il crollo di Credit Suisse mette in pericolo  gli italiani?

Dopo la caduta del sistema bancario di Credit Suisse e la conseguente perdita a Zurigo, in Italia ci si chiede se in qualche modo questi fattori potrebbero creare problematiche anche ai conti bancari italiani.

Bisogna precisare che in Svizzera esiste un sistema di protezione bancaria, un fondo bancario, che permette di proteggere i conti bancari da effettive perdite sino ad un limite esatto monetario.

Questa in realtà è la stessa cosa che si verifica in Italia, con la protezione bancaria tramite un fondo chiamato Fondo Interbancario che promette la protezione dei conti correnti bancari fino ad un massimo di 100 mila euro.

Purtroppo però sembrerebbe che questo fondo non sia abbastanza e che non potrebbe garantire la protezione di tutti.Sembrerebbe infatti che questo fondo come detto possa provvedere alla restituzione di ciò che è stato perso in un lasso di tempo di massimo 7 giorni. Eppure non sarebbe sufficiente, in caso di grave crisi finanziaria, per coprire la necessità di tutti. Per quale motivazione?

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In Italia ci sono ben 739 miliardi di depositi garantiti, ovvero di quei depositi bancari che permettono in caso di crisi di riottenere ciò che è stato perso, però purtroppo il fondo che abbiamo dichiarato essere appositamente per questi depositi non supera i 3 miliardi e mezzo, davvero una miseria in confronto.

Questa protezione praticamente non basterebbe neanche per il crack di una banca di media portata, figurarsi per una banca grande come Credit Suisse. Comunque sembrerebbe che non ci sarà bisogno di allarmarsi, dato che la situazione, dopo aver visto un crollo spaventoso nei giorni precedenti, oggi sembrerebbe si stia lentamente risanando.