Pensioni, nuova Ministra annuncia quota 41: il nuovo piano per le pensioni

La ministra del Lavoro, Marina Calderone, annuncia che il governo vuole ricorrere alla quota 41: come potrebbe funzionare l’anticipo pensionistico dal 2023 e quali saranno i requisiti d’età?

Pensioni, si cambia. Non una riforma strutturale, per la quale si dovrà attendere oltre il 2023. Ma di certo la proroga di alcune misure e l’introduzione di una nuova forma di flessibilità in uscita.

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Cambia il piano pensioni, adesso c’è quota 41, nuova idea

La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha incontrato le parti sociali e confermato che il governo Meloni è al lavoro per capire quale misura mettere in campo per il prossimo anno.

Calderone spiega anche la possibile soluzione: al momento l’esecutivo e il ministero del Lavoro stanno valutando l’opzione della quota 41, quella che lei stessa ha definito come un possibile “punto di riferimento” da cui partire. Al momento però è ancora presto per capire davvero in quale modo e a quali condizioni si potrà applicare la quota 41.

“Stiamo studiando gli strumenti”, dice Calderone. E alcune ipotesi sono già immaginabili. Prima di vedere quali sono, ricordiamo che la ministra del Lavoro ha confermato anche la proroga di Opzione donna e Ape sociale. Come sarà quindi la quota 41? E in che modo aiuterà a evitare lo scalone che si formerà a gennaio con il rischio di un ritorno alle regole della legge Fornero?

La ministra del Lavoro conferma anche le parole pronunciate dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha parlato di una proroga di alcune misure con la manovra. Si tratta di Opzione donna e Ape sociale. Ma ci sarà, nella legge di Bilancio, anche qualche forma di flessibilità in uscita.

Una misura che dovrà sostituire la quota 102, in scadenza a fine anno. Potrebbe quindi essere un’altra forma di anticipo pensionistico, come nel caso della quota 41. Per una riforma complessiva del sistema pensionistico, invece, bisognerà attendere: l’intervento è considerato necessario dalla ministra, ma non sarà contenuto in questa manovra.

Cosa è quota 41 e come dovrebbe funzionare?

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La quota 41 è una ipotetica forma di anticipo pensionistico che permetterebbe di lasciare il lavoro nel caso in cui siano stati versati contributi per almeno 41 anni. Il meccanismo, secondo le opzioni al vaglio del governo, prevedrebbe anche un altro requisito, riguardante l’età anagrafica. Proprio su questo punto non ci sono ancora certezze.

Sono diverse le ipotesi che si stanno valutando per la quota 41. Il governo, in particolare, avrebbe chiesto all’INPS di studiare tre opzioni ed effettuare delle simulazioni per capire i costi: si tratta dell’anticipo pensionistico con 41 anni di contributi e un’età che varia dai 61 ai 63 anni.

Se si decidesse di applicare un’età minima di 61 anni andremmo incontro a una quota 102, ma diversa da quella attuale per cui sono richiesti almeno 64 anni di età e 38 di contributi. La seconda versione richiederebbe almeno 62 anni di età, da sommare con i 41 di contributi per arrivare alla quota 103. Poi ci sarebbe una quota 104, con almeno 63 anni di età.

Una volta effettuate queste simulazioni il governo dovrà effettuare le sue valutazioni. Basandosi anche sulle risorse a disposizione in manovra, perché più l’età pensionabile scende e più aumenta la platea. Non solo, perché più sono gli anni di anticipo – e quindi prima si va in pensione – e più aumentano i costi per lo Stato.