La regolazione dell’intervento pubblico

Regolazione Intervento di tipo condizionale, che tende a porre le condizioni dell’agire, prefigurando criteri di comportamento ed assicurandone il rispetto (e non invece finalistico, che tende a raggiungere obiettivi). Si compone di interventi che fanno parte del mercato, nel senso che contribuiscono a conformarlo, per definire equilibri al suo interno. Non ha limiti di durata come suoi elementi costitutivi: le regole sono poste come valide in modo “atemporale” (come se valessero sempre).

Elementi ricorrenti Mercato di riferimento, definito come: ambiente circoscritto; definito in base ad estensione geografica o settorializzato in base ai beni scambiati; caratterizzato da atti di commercio liberi relativi ad un’attività economica individuale. Amministrazione di regolazione. Posizione di regole relative al funzionamento del mercato ed esercizio dei relativi poteri. Controllo sull’applicazione delle regole e definizione delle situazioni soggettive dei singoli legate alla regolazione.

Mercato Mercato comunitario: mercato unitario di estensione comunitaria, definito come unico spazio comune in cui è presente un sistema uniforme di soggetti e transazione. Viene definito attraverso: quattro libertà di circolazione; disciplina della concorrenza; aiuti di Stato. Settori rilevanti dei mercato comune: articolazioni del mercato, comunitario e nazionale, caratterizzate da particolare rilevanza per l’economia comunitaria e nazionale (Comunicazioni, Energia, Credito, Borsa, Assicurazioni.

Autorità di regolazione Commissione. Autorità amministrative indipendenti: (A) operano a tutela di interessi “deboli”; (B) sono indipendenti: [1] nella nomina e nello svolgimento delle funzioni (alcune solo in quest’ultimo): dal governo; dai soggetti regolati); [2] indipendenza attraverso: modalità di nomina (non rieleggibilità); provenienza componenti da categorie “forti”; autonomia organizzativa e contabile; (C) hanno poteri riconducibili a tutti i poteri tipici dello stato (normativo (regolamenti); amministrativo (autorizzazioni, sanzioni); quasi giustiziale (decisioni di controversie)).

Tipologia (principali): autorità garante per la concorrenza ed il mercato (l. n. 287/90); autorità garante per le comunicazioni (AGCOM) (l. n. 481/1995; l. n. 249/1997; autorità per l’energia elettrica ed il gas (AEEG) ( l. n. 481/1995; l.n. 239/2004); commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB) (l.n. 216/1974; l.n. 281/1985); banca d’Italia (l. n. 449/1893); istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP) (l.n. 576/1982; varie modifiche fino a d.lgs. n. 373/1998).

Poteri di regolazione Poteri di iniziativa (d’ufficio; su istanza di parte; su proposta di altra amministrazione). Poteri istruttori (poteri ispettivi; poteri strumentali/acquisizione di conoscenze; poteri consultivi). Poteri decisionali (adozione di regolamenti; adozione di vari provvedimenti amministrativi (a contenuto ordinatorio: precetti o prescrizioni volti a consentire il buon funzionamento del mercato; a contenuto sanzionatorio: sanzioni (dal pagamento di somme din denaro fino all’espulsione dal mercato); a contenuto positivo: autorizzazioni, ammissioni)).

Controllo: riguarda direttamente il buon funzionamento del mercato. Si esplica: sul piano verticale (tra comunità e amministrazioni statali); sul piano orizzontale (nei rapporti tra privati).

Tecniche di tutela Garanzie dirette di libertà dei singoli. Garanzie indirette attraverso divieti nei confronti degli stati oppure posizione di obblighi nei loro confronti. Divieto di misure principali, ma anche di effetto equivalente. Adeguamento per il futuro.

Tutela dei singoli L’intervento di regolazione si traduce di riflesso nella tutela di tre tipi di situazioni soggettive verso i poteri pubblici nazionali: all’astensione da interventi (no adozione dazi); alla parità di trattamento; a comportamenti positivi (armonizzazione delle legislazioni: es. professioni).

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