La programmazione dell’intervento pubblico
Per Programmazione si intende gli interventi di tipo finalistico, che non solo pongono le condizioni dell’agire sul mercato, ma configurano l’interesse pubblico come un risultato dell’agire, prefigurando a questo fine strumenti, risorse e mezzi di verifica. Ha precisi limiti di durata come suoi elementi costitutivi, definiti in funzione dell’obiettivo da raggiungere. Disciplina attività e non singoli atti, sulla base dell’unicità dello scopo perseguito.
Elementi ricorrenti Riguardano specifiche attività, di natura economica, che indirizzano verso specifici obiettivi di interesse pubblico.Qui non considerate: programmazioni di attività “non economica”; pianificazioni del territorio. Amministrazione con competenze di programmazione: esterne (verso privati); interne (verso altre amministrazioni (qui non considerate)). Presenza di uno specifico documento di programmazione (generale e talora particolare; amministrativo, talora legislativo). Presenza di interventi di vincolo o di incentivo. Verifica del perseguimento degli obiettivi.
Nel modello tradizionale Carattere nazionale e generale. Indicazione di obiettivi a carattere strutturale: fine comune come interesse pubblico imposto a destinatari (attività finalizzate nel contenuto). Amministrazione di programmazione: centrale; unilaterale. Forte presenza di programmazione interna (sistema di partecipazioni statali). Regole definite da ordinamento interno e livelli superiori di piano. Basata soprattutto su strumenti di command and control (indicazione specifica di strategie da seguire e verifica del loro rispetto).
Nel modello attuale Carattere (mono- o pluri-) settoriale. Indicazione di obiettivi meno rigidi: spesso si limita a gestione di fallimenti del mercato ed esternalità negative: fine comune (benessere collettivo) nel quadro di attività libere. Amministrazione di programmazione: aumentano i centri di competenza, in corrispondenza con il ruolo di centri sovranazionali (UE) e locali (programmazione regionale); aumentano i profili di concertazione e di coinvolgimento dei destinatari nella programmazione. Programmazione prevalentemente esterna. Regole definite anche da principi comunitari e globali (es. principio di concorrenza). Accordi, interventi incentivanti e disincentivanti.
Tecniche di programmazione Regolazione in funzione di programmazione (seguente a previsione coattiva adottata a livello politico: es. decisione di fonti energetiche da incentivare, regole volte a realizzazione incentivi). Programmazione incentivante (positiva o negativa). Creazione di mercati artificiali (es. certificati verdi). Programmazione implicita (definizione di standards: es. inquinamento, accreditamento). Concertazione (es. Patti territoriali). Raccordo fra programmazioni (es. localizzazioni attività produttive).
Tipologia Attività di distribuzione: distribuzione commerciale (non più definizione della struttura dell’offerta ma riduzione esternalità negative, esigenze di utenti nei vari contesti geografici); reti di carburante (efficienza di sistema distributivo, esigenze ambientali); distribuzione della stampa (ma ora superamento di programmazione di localizzazione). Turismo: pianificazione nazionale triennale; programmazione di iniziative turistiche di interesse regionale; regolazione all’accesso di imprese turistiche; incentivi al turismo. Agricoltura: programmazione per incentivi-disincentivi (Fse); documento programmatico agroalimentare; localizzazione zone agricole con strumenti urbanistici. Servizi pubblici economici: comunicazioni elettroniche (Radio-TV): piani di numerazione, di ripartizione delle frequenze; trasporti (Piani nazionali, regionali, urbani del traffico); energia (Programmazione di settore da parte dello Stato, Piani energetici regionali, Programmazione per incentivi); servizi idrici (Programmazione nazionale regionale). Servizi di interesse generale: sanità (piano sanitario nazionale, piani regionali); servizi sociali (Programmazione nazionale, regionale, di zona). Ambiente (comunitario, nazionale, locale): piani di tutela della qualità dell’aria; piani di tutela delle acque; zonizzazione per inquinamento acustico, elettrosmog; gestione dei rifiuti.
Limiti Carenza di sistema informativo: difficoltà a capire se intervenire, come e per quali risultati. Difficoltà di coordinamento: poteri di veto; sindrome di nimby (not in my backyard): amplificata da limiti di partecipazione. Difficoltà di valutazione e verifica.
Tutela dei destinatari Garanzie procedurali: partecipazione; trasparenza. Garanzie processuali: impugnazione di piani per via amministrativa; eventuale controllo di costituzionalità di piani approvati con legge.
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