Fattori pull e fattori push per le nuove imprese

20 febbraio 2010 in La nascita delle imprese in Italia

Ultimamente i tassi di natalità, prima molto elevati specie nei distretti, si sono un po’ ridotti pur mantenendosi al di sopra della media europea.
Secondo il modello neoclassico la funzione di entrata delle nuove imprese si limita a due sole variabili: extraprofitti e barriere all’entrata (strutturali e strategiche), definiti anche fattori pull perchè determinanti dalla nascita di nuove imprese. Sono fattori che caratterizzano il settore e mi dicono se è attraente o meno. Continua »

Dinamiche di predazione

20 febbraio 2010 in Condotta di un settore

Oltre a stilare contratti di lungo periodo, la Monsanto tagliò il prezzo del suo dolcificante del 60%, al fine di costringere in perdita il rivale HSC. Se un monopolio non riesce a scongiurare l’equilibrio, può reagire con comportamenti predatori finalizzati a far uscire i concorrenti dal mercato. L’antitrust può essere in difficoltà nell’intervenire perchè diminuzioni di prezzo possono semplicemente essere l’effetto benefico dell’entrata, dovuto alla maggiore competizione. Inoltre la scuola di Chicago ritiene irrazionale la predazione: Continua »

Dinamiche di deterrenza

20 febbraio 2010 in Condotta di un settore

Le Dinamiche di deterrenza e, una volta avvenuta l’entrata, di guerra tra imprese sono molto più complesse di quanto intuito da Bain – Sylos Labini – Modigliani e non riguardano solo la quantità, ma anche i prezzi e la modalità di vendita. Un esempio è fornito da airone che, nel 1994, aveva lo 0,6% del mercato, contro l’83% di Alitalia, e la sua entrata scatenò una reazione su tutti e tre i fronti da parte della compagnia di bandiera.
Attuando infatti una strategia sulle quantità, come visto precedentemente, all’incumbent converrà mantenere comunque la produzione sui livelli indicati dalla deterrenza Yd, in diversi casi, ad esempio: Continua »

Il modello di Sylos Labini

20 febbraio 2010 in Condotta di un settore

Il postulato di Sylos Labini prende il nome dai tre autori, Bain – Sylos Labini – Modigliani, che nel 1956 arrivarono in maniera separata alla definizione di tale modello. E’ conosciuto anche come modello del prezzo limite, avendo in mente BAE esogene (in particolare DOM) e trascurando gli aspetto strategici intertemporali.

Come si può osservare dai grafici l’incumbent monopolista decide di rinunciare a parte dei suoi profitti di monopolista al fine di scoraggiare l’entrata Continua »

Barriere all’entrata endogene

20 febbraio 2010 in Condotta di un settore

A differenza delle barriere all’entrata oggettive o esogene, che sono connesse a caratteristiche tecnologiche di mercato, storiche ed istituzionali, le barriere all’entrata endogene derivano da scelte strategiche degli incumbent al fine di scoraggiare l’entrata dei potenziali entranti, hanno quindi ocme obbiettivo la deterrenza. Possiamo distinguere tre diversi tipi di tipologie di barriere all’entrata endogena:

1) proliferazione di prodotti al fine di non rendere profittevole l’entrata: Continua »

Barriere all’entrata esogene

20 febbraio 2010 in Condotta di un settore

All’inizio abbiamo diversi tipo di barriera all’entrata esogene fra queste osserviamo:

la dimensione del mercato e la dimensione ottima minima (DOM) chiamata anche scala minima efficiente (SME).
Altro non è che lo spazio disponibile nel mercato quindi se lo spazio è saturo non si può entrare. A parità di altre condizioni n=Q/DOM. In particolare, la presenza di economie di scala crea un vantaggio di costo per l’incumbent e quindi una barriera all’entrata. Continua »

Barriere all’entrata e all’uscita

20 febbraio 2010 in Condotta di un settore

Fino ad ora si è ipotizzato una situazione concorrenziale in cui vi è una serie di agenti già sul mercato ed altri pronti ad entrare quanto scorgono una possibilità di mercato in modo tale che si ritorni all’equilibrio di concorrenza perfetta. Questa situazione di libertà di entrata è però fortemente astratta, così come l’ipotesi di contendibilità, ovvero la possibilità di entrata potenziale costante nel tempo. Nella realtà esistono però barriere all’entrata (come possono essere le licenze per i tassisti). Se esistono barriere all’entrata che siano esogene o endogene, si creano problematiche di deterrenza e potere di mercato. Continua »

Pubblicità e concorrenza di prezzo

20 febbraio 2010 in Condotta di un settore

Se due imprese offrono due prodotti differenziati ma vi è incertezza (come ad esempio come ad esempio può essere il mercato del vino in cui i consumatori ignorano le caratteristiche), si genera un risultato alla BERTRAND. La pubblicità informativa, trasforma il gioco di Bertrand in un gioco di Hotelling con potere di mercato, prezzi più alti e minor surplus del consumatore, per tanto la pubblicità che informa sulle caratteristiche dei prodotti aumenta la differenziazione del prodotto e conseguentemente rende la concorrenza meno intenza. Continua »

L’intensità della pubblicità

20 febbraio 2010 in Condotta di un settore

In alcuni mercati le spese per la pubblicità sono maggiori che in altri: lo possiamo vedere calcolando il rapporto pubblicità/ricavi a/R.
E’ tanto più conveniente investire in pubblicità (a) quanto maggiore è l’elasticità della domanda alla pubblicità (n) e quanto minore è l’elasticità della domanda al prezzo (EPSILON p): una domanda più rigida implica un maggior aumento dei ricavi (R) a fronte di un aumento della quantità (q) causata dalla pubblicità. Si ottiene quindi l’equazione e/R = n/EPSILON p. Continua »

La pubblicità come strategia d’impresa

20 febbraio 2010 in Condotta di un settore

La pubblicità rende la differenziazione endogena, ovvero parte integrante della strategia d’impresa: mediamente un’azienda spende il 2% del fatturato in pubblicità ovvero una percentuale maggiore che in ricerca e sviluppo e sono entrambi sunk cost (a fondo perduto).
La pubblicità genera delle esternalità che sono negative rispetto alle rivali, ma possono essere positive per il settore. Basti ricordare l’esempio di DeBears che pubblicizza i suoi prodotti nonostate abbia la quasi totalità del mercato. Continua »