Appunti di La struttura finanziaria

Critiche a Modigliani Miller

lunedì 12 luglio 2010

• I tradizionalisti hanno una posizione intermedia;
• Un moderato (elevato) grado di leva finanziaria fa aumentare re , ma meno (più) di quanto previsto da M&M nella proposizione II ;
• Il WACC, ra , prima diminuisce poi aumenta all’aumentare del rapporto d’indebitamento;
• Il punto del suo minimo è il punto che individua la struttura finanziaria ottima.
I tradizionalisti accettano le tesi di M&M in mercati perfetti, credono però che nella realtà non lo siano. (altro…)

La Proposizione II del teorema di Modigliani Miller

lunedì 12 luglio 2010

Il Tasso di rendimento atteso delle azioni di un’impresa indebitata aumenta in proporzione al rapporto debito/equity espresso in valori di mercato. Il tasso di aumento dipende dalla differenza tra rA (tasso di rend. Atteso di un portafoglio comprendente tutti i titoli dell’impresa) e rD (rendimento atteso del debito), con rE=rA se l’impresa non è indebitata.

rE= rA= rendimento operativo atteso / valore di mercato di tutti i titoli = 1500 / 10000 = 0,15
Se l’impresa decide di indebitarsi rA è sempre 0,15 (o 15%), rE sarà quindi:
rE= rA+ (D/E)(rA-rD) = 0,15+(5000/5000)(0,15-0,10)=0,2 (altro…)

L’effetto leva sui rendimenti

lunedì 12 luglio 2010

La leva aumenta il flusso di utili atteso per azione (da 1,5 a 2), ma non aumenta il prezzo dell’azione.
Il rendimento atteso dell’azione aumenta dal 15% al 20%.
Se un investitore possiede tutto il debito ed il capitale netto dell’impresa, tutti i flussi di cassa sono di sua pertinenza. Il rendimento atteso del suo portafoglio è:
Rendimento atteso delle attività= rA =reddito operativo atteso/valore di mercato di tutti i titoli
rA=[ rD x D/(D+E)] + [ rE x E/(D+E)] (altro…)

La legge della conservazione del valore

lunedì 12 luglio 2010

Il teorema di Modigliani – Miller (M&M) può essere considerato un’applicazione della regola dell’additività del valore:
VAN A + VAN B = VAN A + B
Legge di conservazione del valore: il valore di un’attività rimane inalterato indipendentemente dalla natura dei diritti vantati nei suoi confronti.
Combinare le attività per poi dividerle non influirà sul valore globale dell’impresa, che dipende esclusivamente dalla parte sinistra dello stato patrimoniale, ovvero dalle sue decisioni di investimento (il valore è dato dalla torta, non dal modo in cui tagliamo le fette!) (altro…)

La Proposizione I del teorema di Modigliani Miller

lunedì 12 luglio 2010

Un’impresa non può modificare il suo valore totale dividendo i suoi flussi di cassa in due parti: il valore è influenzato dai flussi di cassa e non dai modi in cui i flussi di cassa sono distribuiti ai possessori dei titoli che l’impresa emette. La proposizione I permette di separare le decisioni di investimento da quelle di finanziamento In seguito, considereremo le imperfezioni di mercato che renderanno impossibile la separazione, ma per il momento seguiamo il ragionamento di M&M.

Esempio Macbeth:
Se l’azienda si finanza totalmente con capitale netto
Numero di azioni:1000 (altro…)

La tesi di Modigliani-Miller (M&M)

lunedì 12 luglio 2010

Quando non vi sono imposte e i mercati di capitale sono efficienti, non fa differenza che a indebitarsi sia l’azienda o il singolo azionista. Pertanto il valore contabile di un’azienda non dipende dalla sua struttura finanziaria. Questa è la prima tesi di Modigliani-Miller che però rappresenta un mondo idilliaco (in assenza di stock options, imposizione fiscale, costi di fallimento).
Non esiste l’impresa capace di generare valore semplicemente variando la struttura finanziaria, la bontà di un investimento dipende dalla capacità di generare flussi di cassa futuri. Modigliani e Miller (M&M), che hanno dimostrato l’irrilevanza della politica dei dividendi, hanno dimostrato anche l’irrilevanza della struttura finanziaria. (altro…)