Appunti di Finanza Aziendale

La teoria dell’ordine di scelta

giovedì 15 luglio 2010

Nelle decisioni di investimento i manager conoscono più degli investitori esterni le prospettive, i rischi e i valori delle loro imprese. Vi è un informazione asimmetrica infatti i manager sono più informati degli investitori sui dividendi.

Gli investitori interpretano l’incremento come un segno della fiducia dei manager negli utili futuri (teoria dei segnali), pertanto l’informazione asimmetrica influenza la scelta tra: finanziamento interno vs. esterno indebitamento vs. emissione di azioni. (continua…)

La teoria del trade-off della struttura finanziaria

giovedì 15 luglio 2010

I responsabili finanziari spesso ritengono che le decisioni in merito alla struttura finanziaria siano un trade-off tra i benefici fiscali degli interessi e i costi del dissesto.

I rapporti di indebitamento ottimi possono variare da impresa a impresa: le società con attività tangibili e sicure abbondante reddito imponibile dovrebbero avere elevati rapporti di indebitamento elevati, le società in perdita, con attività intangibili e rischiose dovrebbero fare principalmente affidamento sul capitale netto. (continua…)

I costi del fallimento

giovedì 15 luglio 2010

Si ha un fallimento quando gli azionisti esercitano il loro diritto di essere inadempienti. Quando un’impresa ha dei problemi gli azionisti possono abbandonarla ed i creditori diventeranno i nuovi
azionisti.

Esempio: Si considerino 2 imprese identiche che hanno promesso di restituire $1.000 (capitale più interessi) il prossimo anno.
L’Ace Limited è a responsabilità limitata mentre L’Ace Unlimited non è a responsabilità limitata (i suoi azionisti sono personalmente responsabili dei suoi debiti). Si confrontano i possibili ritorni il prossimo anno delle due imprese per i creditori e gli obbligazionisti e l’unica differenza si verifica quando il valore delle attività il prossimo anno è inferiore a $1.000. (continua…)

Il rapporto di indebitamento ottimale

giovedì 15 luglio 2010

Il vantaggio fiscale aumenta con l’aumentare dell’indebitamento della società. Per livelli di debito moderati il VA (costi del dissesto) è insignificante e dominano i vantaggi fiscali.

Aumentando il debito la probabilità di un dissesto aumenta e i benefici fiscali cominciano a diminuire perché l’impresa non è sicura di ottenere dei profitti sufficienti.

I costi del dissesto

giovedì 15 luglio 2010

Se il rischio è troppo alto si va in contro al dissesto che si manifesta quando non si mantiene fede alle promesse fatte ai creditori, oppure le si rispetta ma con grande difficoltàe può portare al fallimento. Gli investitori sanno che un’impresa indebitata può trovarsi in difficoltà finanziarie e se ne preoccupano:
Valore d’impresa = Valore se finanziata solo con capitale netto + VABF – VA (costi del dissesto)
I costi connessi al dissesto dipendono dalla probabilità del dissesto e dall’ammontare dei costi da sostenere se questo si verifica. (continua…)

Imposte personali e societarie

giovedì 15 luglio 2010

L’assunzione del debito è vantaggiosa se:
(1-Tp) > (1-TpE ) (1-TC )
Il vantaggio fiscale relativo del debito nei confronti del capitale netto è
(1-Tp) /(1-TpE ) (1-TC )
Se tale formula è >1 conviene investire in debito, altrimenti è preferibile investirein capitale netto.

Due sono i casi particolari:
– Se tutto il reddito da azioni proviene da dividendi e I redditi da azioni e da interessi sono tassati allo stesso modo(TpE= Tp ), il vantaggio fiscale relativo del debito sul capitale netto diventa = 1/(1-Tc). (continua…)

Le imposte personali

giovedì 15 luglio 2010

L’obiettivo dell’impresa non è più quello di minimizzare il suo debito d’imposta bensì di minimizzare il carico di “tutte le imposte” sul reddito della società (“Tutte le imposte” include anche quelle pagate dagli azionisti e dagli obbligazionisti).
Secondo la struttura finanziaria dell’impresa, $1 di reddito operativo arricchirà gli investitori, mediante: reddito da interessi e reddito azionario (dividendi o capital gain)

(continua…)

La proposizione I di M&M e le imposte

giovedì 15 luglio 2010

La proposizione I di M&M e le imposte:
Valore dell’impresa = Valore se finanziata totalmente con capitale netto+ VA(risparmio fiscale)
Infatti VAM = VAM base + VABF = VAN (WACC) dove il VAM base identifica un mondo alla M&M, cui si aggiunge un VABF che rappresenta l’imperfezione del mercato.
Nel caso particolare in cui il debito sia permanente:

Valore dell’impresa = Valore se finanziata totalmente con capitale netto + TC D (continua…)

Il risparmio fiscale degli interessi

giovedì 15 luglio 2010

I risparmi fiscali sono una risorsa importante infatti se il debito di L è permanente, questa otterrà un flusso di cassa perpetuo di $28 all’anno. Il rischio di questi flussi di cassa sarà inferiore al rischio delle attività operative e dipende dall’aliquota marginale di imposta (35%) e dalla capacità di L di avere un reddito sufficiente a coprire gli interessi futuri (anche se L non guadagna a sufficienza da coprire gli interessi futuri, il beneficio non è necessariamente perso). Il vantaggio fiscale degli interessi va scontato ad un tasso relativamente basso. (continua…)

Le imposte societarie

giovedì 15 luglio 2010

L’interesse (non il dividendo) che una società paga è un costo fiscalmente deducibile.
Esempio: consideriamo due imprese simili U & L. U non ha debito mentre L è indebitata al tasso dell’8%.
L ha un debito d’imposta di $28 inferiore a quello di U. Perchè ottinene un risparmio fiscale fornito dal debito, infatti il governo paga il 35% degli interessi di L e quindi il reddito totale che L può distribuire ai suoi azionisti e obbligazionisti aumenta di $28.