Appunti di La teoria dell’impresa

La visione evoluzionista dell’impresa

lunedì 13 luglio 2009

Per la teoria evoluzionista l’impresa costituisce un luogo di raccolta ed elaborazione di informazioni specifiche relative sia alla fabbricazione sia alle tansazioni facenti capo all’impresa. Il patrimonio conoscitivo si cumula all’interno dell’impresa e ha spesso natura “tacita ed invisibile”.
Sulla base di tale conoscenza l’impresa appresta modalità di comportamento (“routines”) che guidano la reazione dell’impresa a cambiamenti nell’ambiente. (continua…)

L’impresa come contratto incompleto

lunedì 13 luglio 2009

I rischi connessi alla transazione di mercato possono essere scongiurati solo da contratti completi che prevedano tutti gli eventi possibili e prescrivano il modo di farvi fronte.
Tuttavia tali contratti sono spesso impossibili (talora il set degli eventi probabili è aperto) e sempre costosi: postulare i vari casi, controllare gli adempimenti, ricorrere agli avvocati sono tutte misure costose.
Ecco quindi la convenienza a stipulare contratti incompleti che deleghino ad una terza parte (continua…)

L’impresa come legame contrattuale di lungo periodo

lunedì 13 luglio 2009

Vi sono alcune transazioni che possono essere affidate al mercato e rinnovate di volta in volta o alternativamente possono essere regolate da contratto che vincoli le parti nel lungo periodo.
Si può mostrare come in alcuni casi solo la seconda forma consente effettivamente la produzione del bene scambiato. Si tratta di casi di Market Failure a cui supplisce la possibilità della formazione di un’impresa che integri le attività individuali.
Si assumono due individui: il produttore che produce al costo C e vende la fornitura al prezzo P; (continua…)

L’impresa come alternativa al mercato in presenza di informazione asimmetrica e costi di transazione

lunedì 13 luglio 2009

“Il carattere distintivo dell’impresa è il superamento del meccanismo dei prezzi” (Coase, R. 1937 – The nature of the firm – Econimica). L’autorità esercitata dall’impresa si candida a meccanismo di coordinatore delle attività economiche in alternativa al mercato. Il ricorso al mercato presenta infatti dei margini di incertezza:

1) mercato dei limoni (bidoni): asimmetrie informative pongono taluni agenti in una posizione rischiosa non segnalate dal prezzo del bene (mercato delle macchine usate). (continua…)

L’impresa come scappatoia per esercitare legalmente un potere monopolistico

lunedì 13 luglio 2009

L’ammissione dell’esistenza del potere di mercato allontana dall’astrazione dell’E.E.G dove non vi era spazio per l’impresa, vista come coagulo di attività individuali.
La fusione di più attività individuali consente di esercitare un potere di mercato sui consumatori e superare il paradosso dell’imprenditore “sisifo” 2° Deux ex machina dello schema Walrasiano: aspira continuamente al profitto ma la concorrenza gli impone profitti normali, ossia nulli. (continua…)

L’impresa come squadra (team production function)

lunedì 13 luglio 2009

L’impresa è descritta come un insieme di contratti che legano il titolare-imprenditore ai proprietari dei vari inputs. Il titolare può disporre del reddito residuo una volta remunerati gli inputs. La convenienza a coordinare in un’unica impresa sta nel fatto che l’uso congiunto dei vari inputs consente risultati qualitativamente e/o quantitativamente impossibili o superiori a quelli ottenuti con l’uso disgiunto degli input stessi.
Nel caso di risultati superiori siamo in presenza di funzioni di produzione superadditive che rendono conveniente la produzione di squadra (continua…)

L’impresa come sinergia statica

lunedì 13 luglio 2009

L’impresa come sinergia statica è la spiegazione meno generale e si basa su considerazioni riguardanti la struttura dei costi, ovvero sul fatto che le attività vengono messe in comune basandosi sulla possibilità di godere dell’economia di scala. Costi marginali decrescenti implicano costi medi ovunque decrescenti, che a loro volta implicano subadditività, quindi le economie di scala si hanno se la funzione dei costi è strettamente subadditiva e danno convenienza a produrre i vari output separatamente in n unità individuali.

Natura e dimensione dell’impresa

lunedì 13 luglio 2009

L’impresa viene vista come alternativa ad un mercato dove si confrontano agenti connessi da una contrattazione continua (bargaining) e la sua esistenza viene vista come spiegazione alternativa alla contrattazione tra agenti individuali, la sua dimensione viene vista come estensione dell’organizzazione a danno delle relazioni di mercato esterne, operando integrazioni con le altre imprese precedentemente connesse grazie al mercato.
Nella teoria neoclassica tradizionale l’impresa coincide con una funzione di produzione (continua…)

L’impresa e i suoi scopi

lunedì 13 luglio 2009

L’impresa è un’organizzazione superindividuale all’interno della quale molteplici attività sono organizzate al fine di conseguire uno scopo determinato, come la massimizzazione del profitto o l’aumento delle quote di mercato o ancora il raggiungimento di un profitto soddisfacente, etc..
Nello schema walrasiano di equilibrio economico generale l’impresa non trova legittimazione teorica. La teoria dell’eeg mostra come gli scambi volontari tra individui ben informati, mutualmente disinteressati e razionali, (continua…)