Cosa sono le esternalità
Esternalità: con la presenza di esternalità un mercato, anche se concorrenziale, non porta all’efficienza paritiana. Es. esternalità negativa: con l’inquinamento danneggio gli altri e non pago i danni. Es. esternalità positiva: chi concima le piante crea un’esternalità positiva per gli apicoltori visto che le api di quest’ultimo trovano più nutrimento.
Mercato senza esternalità: Y= f(LY) ; fLY>0 X=g(LX) ; fLYg=<0. Y è prodotto utilizzando solo lavoro, produttività marginale lavoro positiva; idem per X, come per Y solo lavoro. Unico limite è la quantità totale di lavoro limitata LX+LY=Lbarra. Se viene utilizzato lavoro per produrre il bene Y, questo viene sottratto alla produzione del bene X, quindi anche se si produce efficientemente abbiamo la presenza di questo trade off (data una certa quantità producibile di Y, c’è una certa quantità massima producibile di X), bisogna quindi trovare il mix ottimale tra X e Y per massimizzare il benessere della collettività.
Curva di trasformazione: ci dice in che rapporto noi possiamo trasformare la produzione di X modificando Y, spostando i fattori di produzione (utilizzando le tecnologie disponibili), ci da tutte le situazioni intermedie. Ci da esattamente il tasso di trasformazione. Se si produce efficientemente si è sulla curva, se si produce in modo non efficiente si è dentro la curva.
Punto di efficienza globale: vogliamo che il nostro individuo rappresentativo (consumatore) salga sulla curva di utilità più alta possibile. Quando (fLY/fLX)-> SMT = SMS ->(UX/UY) abbiamo l’efficienza globale, esso è soddisfatto quando il rapporto delle utilità marginali del lavoro è uguale all’utilità marginale del consumatore
SMTrasformazione XY: cattura il trade off tra X eY, quanto X dobbiamo sacrificare date le tecnologie per produrre un Y in più.
SMSostituzione: ci dice il rapporto di scambio soggettivo del consumatore (disponibilità a scambiare X per Y).
Conclusione: il punto ° è quello di efficienza paritiana, si verifica quando i mercati sono in equilibrio, si ha in concorrenza perfetta. È praticamente il primo teorema dell’economia del benessere.
Mercato con esternalità: es.: si può supporre che i produttori di frutti generano un’esternalità positiva per i produttori di miele. Il SMS (UX/UY) resta come prima, rapporto tra le utilità marginali di X e Y. Il SMT invece cambia perché tutte le imprese devono produrre secondo la tecnologia e tutti i fattori di produzione devono essere utilizzati, quindi vuol dire che bisogna ricavare la variazione di Y conseguente a una trasformazione di X.
Variazione Y conseguente alla variazione di X -> dY/dX = (dLY*fLX + dX*FX) / dX. Semplificando arriviamo a –dY/dX = fLY/gLX – fX -> SMT in presenza di esternalità.
Quindi SMTXY = SMSXY -> (fLY/gLX – fX = UX/UY).
In presenza di esternalità non vale il primo teorema dell’economia del benessere, l’equilibrio non è pareto efficiente. Le famiglie devono massimizzare la loro utilità dato il reddito (SMS = UX/UY = PX/PY rapporto prezzi dei due beni), le imprese devono massimizzare i loro profitti (ricavi-costi, fLY/gLX = PX/PY).
In presenza di esternalità l’SMT non è più uguale all’SMS, il mercato ci porta ad una situazione dove vengono prodotte poche mele X e tanto miele Y. I prezzi non riflettono gli effettivi costi perché l’input nettare è utilizzato senza nessun costo.
Introduzione tassa Pigou, risoluzione inefficienza. Il policy maker può risolvere l’inefficienza generata da esternalità introducendo una tassa (di Pigou), che va a colpire chi genera l’esternalità negativa e che risarcisce chi la subisce. La tassa è -> 0<1 e ci consente di arrivare all’efficienza paritiana (esternalità negativa -> Z* = -fx / (fLy/gLx)-fx esternalità positiva -> Z* = fx gLx/fLy).
L’impresa che produce il bene X deve pagare in base ai suoi ricavi, quindi il suo profitto sarà PxX – WLx – ZPxX , questa tassa andrà a risarcire (tramite sussidio) chi subisce l’esternalità negativa e ne incrementerà il profitto PyY – WLy + ZPxX.
Il problema per il policy maker sarà individuare l’aliquota fiscale che se applicata creerà un equilibrio di mercato pareto efficiente (Z = Z*).
Creazione mercato dell’esternalità, mercato di diritti o permessi. Occorre avere dei permessi e si stabilisce un P per questi, ad es. ad inquinare, più si inquina più si paga. Il mercato riesce ad essere efficiente sia se i diritti sono assegnati ad una parte o all’altra.
Es.: chi ha la proprietà dell’aria? I cittadini, quindi le imprese pagano i cittadini. Se invece è una proprietà naturale, di tutti, qui i cittadini pagano le imprese. Quindi, se si forma un mercato dove si possono comprare e vendere i diritti all’aria pulita (alle esternalità), siamo di nuovo in grado di tornare all’efficienza, grazie a un prezzo d’equilibrio.
Sia che i diritti siano assegnati all’impresa X (che inquina) che all’impresa Y (che non inquina), l’equilibrio di mercato è paritianamente efficiente (tende a SMT=SMS), questo grazie alla creazione del mercato delle esternalità, prima il mercato era incompleto.
Teorema di Coase: teorema che formalizza il risultato per cui un mercato con esternalità si avvia ad una soluzione pareto efficiente. Nel momento in cui vengono definiti dei diritti di proprietà e c’è la possibilità che essi possano essere scambiati, è indifferente a chi vengono assegnati, comunque è possibile che una volta assegnati ci si avvii all’efficienza paritiana, oltre che ad un equilibrio di mercato (a condizione che non ci siano costi di transazione e che l’unico imput produttivo sia il lavoro)
Problema: l’allocazione delle risorse non è importante dal punto di vista dell’efficienza, ma lo è dal punto di vista del benessere (per gli individui cambia molto dal punto di vista distributivo), questo genera malessere sociale. Nell’ipotesi in cui non ci siano costi per far funzionare il mercato è valido, se invece questi costi cominciano a farsi sentire, cominceremo ad avere delle perdite. La scelta della politica migliore deve tener conto anche dei costi iniziali.
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