I costi del fallimento
Si ha un fallimento quando gli azionisti esercitano il loro diritto di essere inadempienti. Quando un’impresa ha dei problemi gli azionisti possono abbandonarla ed i creditori diventeranno i nuovi
azionisti.
Esempio: Si considerino 2 imprese identiche che hanno promesso di restituire $1.000 (capitale più interessi) il prossimo anno.
L’Ace Limited è a responsabilità limitata mentre L’Ace Unlimited non è a responsabilità limitata (i suoi azionisti sono personalmente responsabili dei suoi debiti). Si confrontano i possibili ritorni il prossimo anno delle due imprese per i creditori e gli obbligazionisti e l’unica differenza si verifica quando il valore delle attività il prossimo anno è inferiore a $1.000.
Il fallimento è un meccanismo legale che consente ai creditori di subentrare agli azionisti se l’impresa è inadempiente. I costi del fallimento sono i costi legati all’utilizzo di questo meccanismo.
Supponete che, se l’Ace Limited diventi inadempiente e i costi legali ammontino a $200, questo denaro è pagato liquidando le attività della società. Quando l’AceLimited aumenta il livello di indebitamento di conseguenza aumenta la probabilità di inadempienza e aumenta il VA dei costi del fallimento. L’aumento dei costi del fallimento è sostenuto dagli azionisti (i creditori chiedono tassi di interesse più elevati e riduzione del VA delle azioni ordinarie).
I costi indiretti del fallimento sono molto più difficili da valutare e riflettono le difficoltà connesse con la gestione di una società mentre non è in corso una procedura fallimentare. Il denaro necessario per la ristrutturazione è bloccato dal tribunale ed i creditori si oppongono alla vendita delle attività per raccogliere denaro da reinvestire nell’impresa. Gli elevati costi del fallimento potrebbero spiegare perché i creditori sono spesso riluttanti ad accelerare i tempi della definizione del fallimento (minimizzano il dissesto e cercano di avere cura dell’impresa nel suo momento di difficoltà).
Quando un’impresa si trova in dissesto potrebbe verificarsi un conflitto di interessi tra azionisti e creditori con gli azionisti tentati di avvantaggiarsi alle spalle dei creditori.
Possiamo quindi avere diversi giochi:
Primo gioco: aumento del rischio
Se il debito scadesse oggi l’impresa sarebbe inadempiente. Supponiamo che il debito scada tra un anno e i creditori non vogliano forzare il fallimento, ciò comporterebbe un aumento del rischi.
Supponiamo una nuova opportunità di investimento:
Investimento $10
Risultato atteso tra un anno:
• $120 con probabilità 10%
• $0 con probabilità 90%
VAN = -$2
Gli azionisti accettano il progetto perchè in ogni caso la società alla fine dell’anno fallirebbe comunque! Gli azionisti stanno giocando con i soldi degli obbligazionisti. Il valore dell’impresa diminuisce di $2 Gli azionisti guadagnano $3 perché il valore di mercato del debito è sceso di $5 i $10 di contante che si contrapponevano alle obbligazioni sono stati sostituiti con un’attività molto rischiosa che ne vale $8.
I responsabili finanziari che agiscono nell’interesse degli azionisti (e contro i creditori) preferiscono progetti rischiosi rispetto a quelli sicuri o possono anche intraprendere progetti rischiosi con VAN negativi. La tentazione di giocare è maggiore quando le probabilità di insolvenza sono maggiori.
Il secondo gioco: Rifiuto di fornire capitale netto
Il valore totale dell’impresa aumenta di $15, così suddivisi: $10 di nuovo capitale $5 di VAN. Le obbligazioni non valgono più $25 ma $33 quindi la probabilità del fallimento si è ridotta e il risultato dell’obbligazionista in caso di inadempienza è maggiore. Il valore del capitale netto aumenta di $15 -$8 = $7 e gli azionisti investendo $10 ne guadagnano solo $7 di valore di mercato.
Se gli azionisti si rifiutano di fornire altro capitale netto produrranno un nuovo problema a tutte le imprese, ma in particolare in quelle in dissesto in quanto aumenta il rischio di inadempienza e il guadagno che gli obbligazionisti ricavano da investimenti che aumentano il valore dell’impresa.
Il terzo gioco: prendi i soldi e scappa
Gli azionisti prendono soldi sotto forma di dividendi, oppure riducendo il capitale sociale o effettuando un adc gratuito. Il valore del capitale netto si riduce meno dell’ammontare dei dividendi, così declino del valore è condiviso con i creditori. Questo gioco è l’inverso del gioco “rifiuto di fornire il capitale netto”.
Il quarto gioco: guadagna tempo
Si cerca di nascondere le misure reali del dissesto tramite manipolazioni contabili o fornendo previsioni ottimistiche (tagliare le spese di manutenzione, ricerca & sviluppo, etc, per migliorare le performance operative dell’anno in corso) per evitare le pressioni dei creditori a liquidare l’attività.
Quinto gioco: bait & switch
Questo gioco non si effettua solo in dissesto. Si inizia con una politica conservatrice emettendo una quantità limitata di debito. poi improvvisamente si cambia e si emettete molto debito. In tal modo tutto il debito diventa più rischioso, i vecchi obbligazionisti ci perdono e la loro perdita è il guadagno degli azionisti.
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