La teoria quantitativa della moneta

26 luglio 2010 in Politica economica

La teoria quantitativa della moneta ci dice che M/μ (la massa monetaria (offerta moneta) tenendo conto della velocità in cui circola la moneta (rotazione, con la stessa quantità si possono fare più acquisti se circola velocemente)) = (è uguale) a PY (valore in termini monetari dell’output prodotto in un determinato Paese (valore di tutti gli acquisti effettuati in un arco di tempo in una certa economia).

Il tasso d’interesse nominale tende a seguire il tasso d’inflazione, quindi, se c’è inflazione, la moneta perde valore velocemente e la velocità di circolazione della moneta tende a crescere (nel caso limite la moneta non vale niente, nessuno la vuole, e ci si orienta verso valute straniere od altre forme). Quando l’inflazione è moderata, la velocità di circolazione della moneta tende a rimanere stabile. Continua »

I sindacati (wage setters) dal punto di vista economico

26 luglio 2010 in Politica economica

Problema sindacato: massimizzare il reddito da lavoro atteso dei propri rappresentati, tenendo conto del salario reale e della probabilità di conservare i posti di lavoro. Dal punto di vista del lavoratore ad essere rilevante non è tanto il salario, ma il livello di benessere legato al salario (funzione utilità lavoratore U(v): U utilità lavoratore, v salario reale. v = W (salario nominale) / P indice prezzi).
I sindacati con la loro azione possono incidere sia sulla utilità attesa quando i lavoratori sono occupati, sia sulla probabilità che essi mantengano il lavoro. Quindi si può identificare il costo del lavoro con il salario reale, anche se non è propriamente così. Continua »

Cosa sono le asimmetrie informative

26 luglio 2010 in Politica economica

Asimmetrie informative: es.: un’impresa che ha diritti ad inquinare è incentivata nel cercare di nascondere una parte delle proprie emissioni, questo è un problema d’informazioni per l’autorità. Questo può generare inefficienze, fallimenti di mercato. Spesso si verifica fra 2 imprese, comunque c’è anche tra autorità di controllo e impresa. È molto diffuso nel mercato del credito, dove le informazioni sono fondamentali per aver accesso al prestito e quindi si cerca di tenerle nascoste (se le garanzie non sono soddisfacenti). Come conseguenza nel tasso d’interesse la banca incorpora un tasso di rischio dovuto dai cattivi debitori. Questo fa si che i buoni debitori non trovano più conveniente richiedere prestiti. Continua »

Cosa sono le esternalità

26 luglio 2010 in Politica economica

Esternalità: con la presenza di esternalità un mercato, anche se concorrenziale, non porta all’efficienza paritiana. Es. esternalità negativa: con l’inquinamento danneggio gli altri e non pago i danni. Es. esternalità positiva: chi concima le piante crea un’esternalità positiva per gli apicoltori visto che le api di quest’ultimo trovano più nutrimento.

Mercato senza esternalità: Y= f(LY) ; fLY>0 X=g(LX) ; fLYg=<0. Y è prodotto utilizzando solo lavoro, produttività marginale lavoro positiva; idem per X, come per Y solo lavoro. Unico limite è la quantità totale di lavoro limitata LX+LY=Lbarra. Se viene utilizzato lavoro per produrre il bene Y, questo viene sottratto alla produzione del bene X, quindi anche se si produce efficientemente abbiamo la presenza di questo trade off Continua »

Cos’è l’oligopolio

26 luglio 2010 in Politica economica

Supponiamo di aver a che fare con un mercato oligopolistico (oligopolio), in questo mercato si determina una situazione di interdipendenza strategica, i risultati e i profitti dell’oligopolista dipendono dalle proprie scelte, dal comportamento dei consumatori (lato domanda) ma anche dal comportamento del/i competitore/i. Rispetto all’impresa monopolista il prezzo di vendita dipenderà anche da quanto producono i concorrenti, quindi i profitti dell’impresa a sono funzione di quello che fa b, abbiamo interdipendenza strategica. Funzione domanda di mercato Y[d]=BETA-DELTA P, funzione domanda inversa P=(BETA-P)/DELTA. Continua »

Cos’è il monopolio

26 luglio 2010 in Politica economica

Il Monopolio ha ragione di essere per ragioni tecnologiche che portano i costi legati ad investimenti troppo elevati per le altre imprese. La domanda non consente di far operare più imprese (incorrerebbero in perdite).
Come si deve porre l’operatore pubblico davanti a monopoli per ragioni tecnologiche, le altre imprese avrebbero costi enormi per servire una domanda il cui prezzo non potrà mai rendere remunerativo l’investimento.

  • laissez faire (non interviene). Se l’impresa è monopolista il prezzo non è da considerarsi un parametro. Nel momento in cui si stabilisce un monopolio abbiamo una perdita di benessere collettivo, il danno che subiscono i consumatori è maggiore del vantaggio che ottiene il monopolista Continua »

I servizi di gestione e negoziazione

23 luglio 2010 in Intermediari finanziari

Quadro di sintesi investimento -> gestione (collettiva (fondi comuni investimenti, sicav); individuali (in titoli, in quote di fondi)); negoziazione (acquisto vendita titoli).

Negoziazione Attività semplice; trasmissione ordine; esecuzione ordine; costi di esecuzione tendenzialmente fissi (commissioni decrescenti al crescere ordine; commissioni decrescenti nel tempo).

Gestione Attività molto piu’ remunerata; commissioni (gestione; sottoscrizione; uscita); Continua »

Gli strumenti, la negoziabilità ed i portafogli

23 luglio 2010 in Intermediari finanziari

I diritti degli strumenti diritti -> proprietà e credito (amministrativi ed economici); credito (economici); derivati (acquisto/vendita a termine; opzioni).

La negoziabilità trasferibilità giuridica -> standardizzazione e divisibilità -> negoziabilità -> liquidità -> effettiva capacità monetaria <- (costi transazione; rischio emittente; durata residua; perdita potenziale).

Portafogli Il rendimento di un portafoglio è il rendimento medio ponderato dei singoli titoli. Continua »

I prodotti assicurativi

23 luglio 2010 in Intermediari finanziari

Contratti assicurativi: ramo vita (caso morte, capitali differiti (mista o vita e controassicurazione, capitali differiti, rendite); caso vita, capitali differiti, rendite; capitalizzazione); ramo danni (danni alle cose, furto incendio; danni alle persone, infortuni malattie; rc, auto, prodotti, professionale).

Calcolo del premio 1 Premio versato (2 premio di tariffa (3 premio puro (4 premio equo (5 vita (probabilita’, capitale assicurato, interesse), 5 danni (probabilita’ capitale assicurato, interesse tempo medio di pagamento del sinistro)), 4 caricamenti di sicurezza), 3 caricamenti di spese), 2 imposta). Continua »

Cosa sono gli interest rate swap

23 luglio 2010 in Intermediari finanziari

Gli interest rate swap sono contratti finanziari, il loro valore dipende da un altro contratto sottostante (da cui derivano). Collegamenti: mercato azionario, dei cambi, dei titoli di Stato. Complessivamente: redistribuzione dei rischi fra gli operatori che intervengono sul mercato.

Funzione dei derivati Derivati: contratti a termine (acquisto a termine, vendita a termine, prezzo prefissato, obbligo assoluto -> fuori borsa o da mercati organizzati); SWAPS (scambio di flussi finanziari come ad esempio tassi di interesse -> mercato bancario); futures Continua »